Le Vetrate

  Dalla Trinità alla Trinità
Cesarina Giordani
 


 

 (L'opera pittorica è di CESARINA GIORDANI; le vetrate, realizzate in vetri Dalles legati con cemento dalla ditta Toniutti di Bollate (MI), furono terminate verso la metà degli anni '70. Riportiamo qui una testimonianza dell'autrice).

                           

«Quando le strutture in cemento armato della chiesa dedicata a Gesù Maestro incominciavano già ad erigersi contro il bel cielo romano, la superiora generale delle Pie Discepole del Divin Maestro sr. M. Lucia Ricci mi affidò il difficile compito d'ideare le vetrate che avrebbero costituito una grande fascia continua sottostante la copertura della chiesa stessa.

Che cosa raffigurare in uno spazio così vasto? Insieme andammo a chiedere una direttiva sicura a don Alberione. La sua risposta fu questa: raccontare la storia più bella, più antica e più nuova che l'umanità possegga, la Storia della salvezza, la manifestazione di Dio in Cristo, centro dell'universo.

Egli aveva scritto: "Illustrate Gesù Maestro Via Verità e Vita. Dio è la Via, la Verità e la Vita in sè. Volendo manifestare la sua gloria e rendere gli esseri partecipi della sua beatitudine si mostrò qual è: Via Verità e Vita. Ciò fece e fa nel Figlio suo in quattro manifestazioni: la Creazione, la Rivelazione, la Chiesa, il Cielo".

Il tema era grandioso: ci si trovava di fronte a venti vetrate, e si decise di suddividerle in quattro punti, le quattro manifestazioni ora dette, con cinque vetrate ciascuna.

Tale conclusione nasconde due mentalità che sono le più contradditorie che si possa immaginare! Da una parte la sfrenata libertà di sintesi e d'ipotesi di Teilhard de Chardin con il suo Cristo cosmico ricapitolatore di tutte le realtà e sintetizzatore di tutti gli esseri e di tutte le tendenze, dall'altra la geometrica precisione e la sacralizzazione teologica di don Alberione. Egli approvò in pieno questi miei studi, arricchiti dalla lettura degli scritti di don Dragone e di altri studiosi paolini.

Era giunto il momento di tradurre ciò in pittura, e in pittura da collocare controluce, com'è per natura sua la vetrata. Compito stimolante, questo, ma non facile, se si pensa che era indispensabile esprimere tutto mediante un linguaggio semplice, accessibile, completo, ma non chiuso in se stesso, bensì ordinato a dialogare con l'architettura e subordinato al fine per cui la chiesa era stata costruita, cioè l'adorazione eucaristica, apostolato specifico delle Pie Discepole del Divin Maestro.

Per offrirmi un aiuto la Madre generale mi mandò in Francia, culla delle vetrate antiche e moderne. Così, dopo aver contemplato con ammirazione e stupore le più belle vetrate delle cattedrali gotiche e di varie chiese moderne, giunsi alla conclusione che dovevo servirmi d'immagini astratte e simboliche, per non cadere nel banale attraverso una composizione puramente figurativa.

Nella vetrata tutto è un gioco di luce. La luce esprime il mistero, ed offre così una liberazione allo spirito, già saturo di immagini, ed inconsciamente desideroso di una sensazione ingenua di forme e di colori.

Anche di questo parlammo dettagliatamente con don Alberione. Egli ci diede il via senza esitazioni. A lui stava a cuore molto più la concezione teologica che non la parte puramente tecnica ed artistica. Aveva inoltre molta fiducia in Madre Lucia: perciò ci lasciò libere di fare come a noi sembrava meglio.

Prima di giungere ai bozzetti definitivi furono fatte molte prove. La pianta della chiesa è ellittica, e perciò dall'alba al tramonto offre le sue pareti ai raggi del sole: la distribuzione dei colori, il dosaggio delle tinte doveva tener conto di queste circostanze ambientali, allo scopo di creare nell'interno del tempio la magica sensazione del mistero.

Il ciclo pittorico inizia e termina al nord, con la vetrata della SS.ma Trinità, dove i rossi, i gialli accesi e i blu s'intrecciano con armonia. Dalla Trinità, come per proiezione luminosa, si snodano le cinque vetrate della Creazione. Seguono quelle dell'Antico e del Nuovo Testamento. Con l'undicesima vetrata ha inizio la manifestazione di Dio attraverso lo Spirito nella Chiesa. L'esposizione a sud e sud-ovest di questo gruppo di vetrate giustifica i colori più intensi ma anche più freddi. La vetrata della Morte, la sedicesima, introduce immediatamente una serie di composizioni circolari che vanno dal blu al bianco assoluto, nella manifestazione gloriosa di Dio. Seguono il Giudizio, la Gerusalemme celeste, il Cielo, Dio, la SS.ma Trinità.

Un tripudio di colore, di luce, di amore e di gloria!»

 

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