Chiesa Gesù Maestro
Icona
Sr. M. Agar Loche, pddm

 


 


     Avvolte nello stesso mistero e situate nella zona inferiore dell’icona, si distaccano la figura dell’apostolo Paolo e quella del discepolo amato secondo la tradizione dell’evangelo di Giovanni. Entrambi rimandano la comunità che prega in questa chiesa ai due fondamentali e inseparabili atteggiamenti propri del discepolato cristiano e cioè la mistica e il servizio (cf Gv 12,1-11; Lc 10,25-42; Rm 12,1-21). Le due figure sono poste specularmente sullo stesso piano, nell’intento di rivelarsi recipro-camente l’altra faccia di un amore assoluto per Cristo e per la causa della sua signoria nella storia (cf Mt 5,1-11).

 

 


     A sinistra guardando l’icona, l’Apostolo Paolo si rivolge all’assemblea e sembra voler scendere dalla parete a mosaico contagiando tutti con l’urgenza della sua carità (cf 2Cor 5,14-17) nell’annuncio dell’Evangelo (cf Rom 1,1-6). Egli che poté affermare in verità la propria configurazione a Cristo secondo la dicitura del Libro (Gal 2,19-20) che stringe con forza sul cuore con la mano sinistra, alza la mano destra per indicare il mistero nascosto nei secoli ma ora rivelato pienamente (cf Ef 3,1-21) della chiamata universale alla salvezza in Gesù Signore.   Saulo trasformato nell’incontro impetuoso con Gesù risorto sulla strada di Damasco (cf Gal 1,11-24; Atti 9,1-19) dove gli si era mostrato vivo e perseguitato nei membri della comunità, non vorrà conoscere e annunciare altri all’infuori di Lui. Sempre proteso in avanti, dopo aver combattuto la buona battaglia e terminata la corsa Paolo con il martirio ha accettato di spargere il proprio sangue in libagione (cf 2Tim 4,6-8) perché niente e nessuno ha mai potuto separarlo dall’amore di Cristo.