Chiediamo di
notificare con sollecitudine eventuali grazie ricevute per
intercessione della Serva di Dio Madre M. Scolastica Rivata e di
comunicare tutte le testimonianze su di lei, anche piccole. Tutto è
materiale prezioso per il lavoro della Postulazione e la vostra è
collaborazione preziosissima! E’ attivato anche un apposito indirizzo
e-mail:
madrescolastica@pddm.org.


«Cresce continuamente il
desiderio da parte delle Pie Discepole, e non solo – scrive il
Postulatore don Antonio da Silva -, di conoscere la Serva di Dio Madre
Scolastica Rivata e aumentano le richieste di avere a disposizione i
suoi insegnamenti. Madre Scolastica non ha scritto libri, ma ha
coltivato una vasta corrispondenza epistolare. Le sue lettere erano
scritte a mano o anche dattiloscritte da lei stessa. Non avevano fini
didattici, ma erano rivolte alle questioni pratiche del momento. Proprio
per questo erano piene di riferimenti alla vita vissuta e disseminate di
considerazioni e insegnamenti preziosi. Di qui nasce e cresce il
desiderio di conoscere gli scritti di Madre Scolastica. ...».
Con questo desiderio nel cuore due Pie Discepole, che hanno frequentato
il Corso sul Carisma della Famiglia Paolina 2007-2008, hanno preparato
l’elaborato finale studiando alcune lettere di Madre Scolastica.
Suor Maria Aparecida Batista:
UNA DONNA DEL
VANGELO
MADRE SCOLASTICA RIVATA
Dal libro “Le Donne del
Vangelo” alle lettere a Madre Lucia Ricci 1945 - 1948
Sr.
Maria Aparecida, Pia Discepola brasiliana, lavorando attorno ad un tema
a lei caro: «Madre Scolastica e Le Donne del Vangelo», ha
impostato la sua ricerca sull’epistolario di Madre Scolastica a Madre
Lucia Ricci, limitata, per ora, a 22 lettere nel periodo 1945–1948,
cruciale per la Serva di Dio e per la Congregazione delle Pie Discepole.
Le lettere evidenziano anche il rapporto “di amicizia e di complicità”
tra queste due grandi donne che hanno scritto pagine fondamentali di
storia della nostra Congregazione, seguendo il Divino Maestro come le
“Donne del Vangelo”. A conclusione del suo lavoro Sr. M. Aparecida
scrive:
@
La ricerca attorno
all’epistolario a Madre Lucia Ricci mi ha portato alla convinzione che
la Serva di Dio, Madre Scolastica Rivata, ha imparato veramente dalle
“Donne del Vangelo” che con Maria seguivano Gesù, lo spirito di
preghiera, l’audacia, la forza, il coraggio, l’umiltà, la dedizione, il
sacrificio ma soprattutto l’amore, convinta che “solo l’Amore è tutto”.
La testimonianza offerta nelle lettere
dimostra che la sua vita e il suo discepolato, fin dall’inizio, furono
basati nel Vangelo di Gesù Cristo, meditato specialmente nella
prospettiva della chiamata delle donne.
Le lettere mostrano anche che, in seno
alla Famiglia Paolina, la chiamata evangelica ha messo Scolastica sulle
orme di San Paolo e sotto lo sguardo di Maria Regina degli Apostoli, in
un cammino di configurazione quotidiano del “vive in me Cristo”(Gal 2,
20).
Come Maria nella sua giovinezza disse
Sì al progetto di Dio: “Ecco la serva del Signore; si faccia
di me come hai detto tu” (Lc 2,38), anche Orsola Rivata ha risposto
positivamente alla sua chiamata: “Signore, Tu solo e basta”. Da
quel momento la sua consegna a Dio fu totale e completa, e la sua vita
perseguì un unico orientamento: compiere sempre e in tutto la volontà di
Dio, credendo al progetto del Fondatore, nella vita della Congregazione
delle Pie Discepole del Divin Maestro.
Come Paolo e Barnaba furono scelti dal
Signore per svolgere una missione (Atti 13,2), anche Orsola Rivata e
Metilde Gerlotto furono scelte da Don Alberione per iniziare l’Istituto
delle Pie Discepole del Divin Maestro. Alla domanda: “che cosa
faremo?”, hanno ricevuto la risposta che ha sempre risuonato nel
loro cuore: “farete Silenzio, Silenzio, Silenzio”; silenzio di
ascolto e di meditazione, di preghiera e contemplazione, di donazione e
di servizio, seguendo l’esempio di Maria Madre di Gesù che “da parte
sua, conservava tutte queste cose meditandole in cuor suo” (Lc
2,19).
Come Paolo imprigionato, Madre
Scolastica è allontanata dal suo ufficio di responsabile del gruppo
delle Pie Discepole del Divin Maestro nel 1946, segregata a Villa San
Giuseppe, (Via Portuense 746), perché, convinta che Dio vuole la
Congregazione, cerca la via dell’approvazione giuridica. Come Paolo,
lotta: “[...] se vi sarà possibile cercate anche di liberarmi dalla
prigione in cui ora mi trovo” (MSltLR05). “Non che mi voglia lagnare di
ciò che ha disposto il Signore per me nella sua infinita bontà […]. Io
pure mi sforzo di essere contenta, sebbene l’esilio sia sempre esilio”
(MSltLR013).
Come Paolo, ancora, sente di
aver fatto l’offerta in libagione della propria vita e null’altro
desidera che si compia l’opera apostolica alla quale era stata chiamata
in favore della Chiesa di Dio: “Io non desidero più niente, faccia solo
il Signore quel che vuole, ed esaudisca le preghiere e le offerte di
tante anime che gemono e piangono e soffrono per ottenere la grazia di
essere riconosciute anche dalla Chiesa nella loro vocazione”
(MSltLR004).
Possiamo pensare che la figura di san
Paolo, apostolo e missionario “ad gentes”, ha ispirato Madre Scolastica
anche quando è stata inviata, nel 1936, in Egitto come prima missionaria
della Famiglia Paolina in terra africana, poi in Francia, e da ultimo in
Argentina.
Ha guardato le donne che come Maria e
con Maria seguivano Gesù, che hanno svolto un ruolo attivo nel quadro
della missione di Gesù; le donne coraggiose che a differenza dei Dodici,
non abbandonarono Gesù nell’ora della Passione (cfr Mt 27,56.61;
Mc 15,40), ma seppero stare con Maria ai piedi della Croce; la
donna prima testimone e annunciatrice del Risorto (cfr Gv
20,1.11-18), l’apostola degli apostoli.
Orsola Rivata come queste donne si è
specchiata in Maria, la Madre Discepola, per divenire la prima Madre
delle Pie Discepole.
Concludendo questa piccola e
limitata ricerca, ringrazio il Maestro Divino che mi ha offerto la
grazia di riscoprire Madre Scolastica, e sono sicura che la sua persona
è la via da percorrere per attingere il carisma originale delle Pie
Discepole del Divin Maestro. Lei ha saputo abbandonarsi alla fedeltà di
Dio. Tutta la sua esistenza è stata un “perdersi” per amore,
nell’adesione incondizionata al progetto di Dio nella sua vita.
Suor M. Alejandra Mencía:
Madre Scolastica, modello di vita
Nel periodo tra il 1970 e il 1980 Madre
Scolastica ha avvicinato molte giovani in formazione anche con diversi
scritti. Sr. M. Alejandra, Pia Discepola spagnola, ha lavorato sugli
scritti a tre sorelle allora in formazione: Sr M. Christine Boudreau,
Sr M. Amelia Usai, Sr M. Alina Bordignon, individuando poi una certa
sintonia con la grande mistica della sua terra, Teresa d’Avila.
@
Dai cinque scritti a Sr. M. Christine Boudreau, canadese, che iniziò il
dialogo epistolare con Madre Scolastica quando era ancora novizia e
prima di conoscerla di persona, ma desiderosa di avere da lei
comunicazione dello spirito degli inizi, si nota che oltre le
espressioni di risposta agli auguri, offre consigli ben precisi per
incoraggiarla a vivere ogni giorno la vita religiosa, la spiritualità
della Pia Discepola. Trasmette e sprona a vivere quello che è essenziale
nella vita religiosa: la fede, l’umiltà, la preghiera, la povertà,
l’obbedienza, la carità, la speranza, la pace, la fedeltà, l’amore alla
vocazione.
Si viene a contatto con Madre Scolastica
come colei che si manifesta discepola umile, forte, nascosta e piena
d’amore, che custodisce e trasmette l’eredità ricevuta dal Fondatore che
inculca tutto questo incoraggiando ad essere forti e gioiose, vivendo in
pienezza la vocazione e missione guardando sempre alla meta che ci
attende: il Paradiso!
@
Sr. M. Amelia Usai, conserva tre preziosi scritti di Madre Scolastica
che evidenziano il suo vivere assorta in Cristo Maestro, in una
dimensione contemplativa, mistica. Se nel tempo in cui aveva ministeri
di responsabilità nella Congregazione, la preghiera era stata sempre al
primo posto, adesso ancor più vive in relazione con il Cristo totale:
«Vivo, però non più io, ma vive
in me Cristo» (Gal 2, 20).
Ascolta la Parola di Dio, la medita, la rumina, la propone come
consiglio. Il suo linguaggio é chiaro, inculca a vivere un rapporto
diretto con Gesù, donandogli tutto senza riserve, in ogni frase sembra
che stia dicendo “Signore, tu solo e basta”. Lei vive la totalità
in Cristo, è immersa in Colui che da senso alla sua vita. Si vede come
Madre Scolastica medita e vive la Parola di Dio e anche come accanto al
Fondatore ha imparato a fare di tutto Pane spezzato e mangiato,
facendolo carne in se stessa. Con la vita e con le parole poi, guida
come premurosa madre le sorelle a vivere il discepolato in un crescendo
quotidiano.
@
Sr. Maria Alina Bordignon, oltre agli incontri personali e all’aver
avuto Madre Scolastica come testimone alla sua Prima Professione,
conserva 6 scritti.
Dalla lettura di queste lettere e
bigliettini subito emerge lo stile di vita di Madre Scolastica: immersa
nella vita dello Spirito, alimentata dalla Parola di Dio, attingendo
alle fonti, scrutando i bisogni delle sorelle per aiutarle a scoprire la
volontà di Dio e tutto per vivere e testimoniare l’Alleanza d’amore che
aveva con Gesù Eucaristico, una vita veramente evangelica.
Si costata come Madre Scolastica, lascia
impresso sulla carta il suo pensiero, impregnato di Parola di Dio per
dare i migliori consigli con molta carità, aiutando a vivere la
vocazione e missione per arrivare alla santità. Ogni frase si può
accostare alla Parola della Sacra Scrittura e questo ci fa comprendere
come lei la scrutava e la ruminava facendola diventare vita sua.
Ci aiuta a capire come Dio ci ama e non ci lascia mai sole, incoraggia e
aiuta a vivere il rapporto spirituale e personale con Gesù Maestro per
arrivare alla più alta contemplazione.
Gli scritti di Madre Scolastica a queste allora giovani sorelle, negli
anni tra il 1974 e il 1979 – scrive ancora Sr. M. Alejandra - , ci
permettono di entrare un po’ nel mistero della sua vita. In lei si
rispecchia l’amore a Dio e alle creature, una vita cristiana e religiosa
vissuta nella coerenza e radicalità evangelica. Lascia trasparire la sua
intimità con il suo Sposo, una vita santa con pressante invito a seguire
e vivere nella semplicità come lei ha fatto. La gioia di appartenere a
Gesù non fa rumore, ma nel silenzio trasforma la realtà e da luce e
pace. Ha saputo vivere il simbolismo del chicco che caduto e seppellito
in terra muore per dare molto frutto.
Scolastica e Teresa
Madre Scolastica, da quanto conosco di
lei, ha vissuto al modo di Santa Teresa, la grande mistica, per la sua
vita contrassegnata da azione e contemplazione e cioè per il rapporto
che aveva con il Signore manifestato nella fraternità con tutte le
persone che la avvicinavano. Non sappiamo, per il momento, se anche lei
ha avuto estasi come la Santa d’Avila, ma quasi certamente ha
sperimentato qualche cosa, anche se non allo stesso modo. La sua
testimonianza è un esempio vivente della forza di Dio e della propria
povertà, della gioia e della sofferenza fino alla morte.
Madre Scolastica ha vissuto
alla ricerca di una profonda intimità con Dio, attuata attraverso
l’impegno di una sempre più piena conformazione a Gesù Maestro, Via,
Verità e Vita, che coinvolgeva tutta la sua persona, pensieri, volontà,
desideri. In tal senso coltivò una intensa vita spirituale, alimentata
alle sorgenti della Scrittura e della Eucaristia. Nel prolungato
contatto con Dio nella preghiera, capace di raggiungere anche le vette
della contemplazione, attingeva la luce e la forza per le iniziative da
intraprendere, con l’ispirazione ai piedi di Gesù–Ostia, una vita
mistica.
La frase: “Signore, tu
solo e basta”, è il motto che guidò il cammino verso la santità
di M. Scolastica Rivata, sempre protesa in avanti per compiere
integralmente la sua missione, nell’eroismo di una vita consumata nel
silenzio.
Probabilmente non sapeva di
pronunciare, a quattro secoli di distanza una frase che richiamava molto
da vicino quella di Santa Teresa, la grande mistica, con la quale lei,
Orsola, futura Madre Scolastica, avrebbe avuto affinità di pensiero, di
doni, di intenti. É certo però, che tale affermazione germogliata dal
suo cuore verginale, divenne il filo diretto che la mantenne
costantemente in linea con il soprannaturale.
Questa espressione,
“Signore, Tu solo e basta” sbocciata spontanea e decisa dal suo
cuore di giovane, fu la costante che la accompagnò e confortò nella vita
intera. In qualche modo Orsola Maria era già orientata verso una forma
di vita consacrata, ma da quel momento la decisione fu presa e divenne
irrevocabile; mai ritrasse la parola data e la visse in maniera coerente
in continuo crescendo nella totalità del dono, fino all’immolazione di
se stessa.
@
*
?
Ringraziamo Sr. Maria Aparecida Batista e Sr. M. Alejandra Mencìa che
hanno dato un prezioso contributo per preparare l’edizione
dell’epistolario di Madre Scolastica e non lasciarci a lungo privi di
questo tesoro. Non dimentichiamo il lavoro di Sr. Analice Balestrin che,
nel Corso 2003-2004, aveva studiato le lettere a Sr. M. Ignazia Biello,
del quale, dopo la pubblicazione in Brasile nel 2007, è in corso la
traduzione in inglese e in spagnolo.