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39 visitatori online| La gioia al servizio di Dio - Un sì per la vita |
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Un sì per la vita E’ il 16 aprile 1896. Dalla Chiesa parrocchiale S. Martino di La Morra, che si affaccia sul piazzale Belvedere dominante il grande catino delle Langhe, esce una giovane coppia di sposi: Lucia Alessandria e Antonio Rivata. Non hanno in programma il viaggio di nozze e dopo il frugale, ma festoso pranzo preparato nella casa della sposa, a valle del paese, nella frazione S. Maria, percorrono i pochi chilometri che, passando per Alba, li porteranno nella loro casa a Guarene, in via Luccio 24. GUARENE: UN SUGGESTIVO ANGOLO DEL PIEMONTE
Il primo grande doloreLa gioia per la nascita di Giacomo è presto offuscata da quello che Orsola ricorderà sempre, fino alla più avanzata età, come “il primo grande dolore della vita”. Il 3 luglio1903 mamma Lucia muore e Orsola, che non avrà più il suo bacio per il sesto compleanno, si trova a vivere il ruolo di figlia e sorella maggiore. I giochi, i canti e i trilli di gioia che riempivano la casa si spengono e papà Antonio deve affrontare la dura prova. Ha l’aiuto delle famiglie dei parenti, ma la responsabilità dei quattro bambini che Lucia gli ha lasciato è tutta sua. «Ero ancora nell’infanzia, - scriverà Madre Scolastica nel 1941- e la vita mi sembrava non avere che rose e fiori. Amata dai buoni genitori, e circondata dalle cure più premurose, scorrevano felici i giorni. Colla mia voce argentina, riempivo la casa di trilli festosi e tormentavo la mamma di mille domande. Oh! mamma cara! Troppo belli erano quei giorni, bisognava che la prova venisse a visitare questo piccolo essere spensierato. E venne il primo, grande dolore!... Dopo breve malattia, muore la diletta mamma! Quale pena! Chi la può comprendere? Solo chi l’ha provato, intende quale intenso dolore, quale sventura, sia il perdere questo essere sì caro! Questa è una ferita che non si rimargina più, per quante vicende possano susseguirsi nella vita col crescere degli anni. E al Signore piacque, nella sua infinita bontà e sapienza, ch’io fossi prestissimamente visitata dalla dura prova del dolore ...» Angioletto e tutta pepeA scuola, ricordano le coetanee, era tra le migliori, studiava, era sempre ben preparata, e spesso riceveva il premio di portare la medaglia con l’effige del Re e il nastrino tricolore sul grembiule per sette giorni consecutivi.
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Vita in foto

Notizie flash
| Santità nella vita ordinaria |
La santità consiste nel fare bene non le cose rare, ma bene, senza vanità, senza tiepidezze, per amor di Dio, il proprio dovere. Santità nella vita ordinaria Madre Scolastica scrivendo alle sorelle non tralasciava mai un pensiero, un invito al cammino di santità. Erano consigli che scaturivano dal libro della sua vita, proponeva di percorrere una strada da lei percorsa, sempre pronta a tendere la mano per camminare insieme. Vai avanti nella gioia e nella vita ordinaria, compiendo giorno per giorno bene i tuoi doveri senza mai negare nulla a Gesù, qui vi è tutta la santità e il compimento dei tuoi desideri e di quelli di Gesù. (1948) Madre M. Scolastica Rivata |








Biografia



L’ambiente di Guarene offre alla piccola Orsola immagini suggestive: sulla rocca più alta si erge l’imponente e armonica costruzione del Castello, richiamo a una nobiltà che da secoli influisce sulla vita del paese. La cappella del Castello dedicata a S. Teresa d’Avila, sarà meta frequente di passeggiate e soste di preghiera della giovane Orsola. Ci sono molti campanili che testimoniano una religiosità radicata negli animi che non si è arresa neppure di fronte alle incursioni saracene. C’è una visione che spazia dal Roero alle Langhe e spinge lo sguardo fino alla catena delle Alpi, in basso si contempla la fertile valle del Tanaro e si scorgono le torri di Alba.