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Generosità - Preghiera - Silenzio PDF Drucken E-Mail
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Si era il clima post conciliare, nell’imminenza della preparazione al nostro Capitolo speciale celebrato nel 1969, e Madre M. Lucia Ricci, durante il Corso di Esercizi spirituali per le responsabili delle case e suore anziane (Ariccia, 8-16 maggio 1967) scrive a Madre M. Scolastica:

“La ringrazio delle proposte belle e utili. La maggior parte potrà essere materia utile per il Questionario del Capitolo speciale. La prego, di volere domani, mercoledì 10, alle ore 9,15, tenere l’istruzione degli Esercizi – sempre sul tema: “Rinnovamento della vita religiosa” con la spontaneità che le è propria. La ringrazio a nome di tutte. Sr. Maria Lucia.”

E con spontaneità Madre M. Scolastica ha tenuto l’istruzione, preparandola anche con una traccia scritta, che sembra molto attuale anche oggi nel clima dell’accoglienza e assimilazione del rinnovato testo della REGOLA DI VITA.
Leggiamo il messaggio della nostra “prima Madre”:

 «Per il rinnovamento della vita religiosa, il Decreto Perfectae Caritatis propone anzitutto che si cerchi di ritornare alle origini e approfondire lo spirito del proprio Istituto. Il Primo Maestro dice: “Siete appena nate, quindi c’è ben poco per voi da rivedere”. Gli della nostra Famiglia Religiosa sono stati molto semplici; bisogna conservare quanto allora si esercitava: spirito di generosità, di preghiera, amore al silenzio.
Chi vuol farsi santa ha sempre molte occasioni, ora come allora, ciascuna nel proprio campo: non sarà per tutte allo stesso modo, ma ognuna dimostra l’amore a Dio in modo sincero, con il compimento generoso e fedele del proprio dovere, senza misurare il sacrificio la fedeltà può richiedere; anzi, proprio il sacrificio diviene fonte di gioia, perchè mezzo di offerta al Signore, quale prova del nostro amore.
Altra nota delle nostre origini: il silenzio. E’ in questo clima che si vive in unione con e si progredisce. Nell’amore di Dio deve alimentarsi l’amore al prossimo in un sincero costante esercizio di carità.
Questo è sostanzialmente il nostro Rinnovamento nella vita spirituale e religiosa: Rinvigorire la nostra vita religiosa con la pietà sempre più sentita, sempre più cosciente, sempre più intelligente; con l’amore vicendevole e con l’osservanza del silenzio.

Ci sono tante cose belle da fare, e si faranno; dobbiamo ringraziare il Signore per quello che si è fatto e per quello che si farà in avvenire.
Vorreste sapere che cosa? Il Signore lo farà conoscere a suo tempo, intanto preghiamo.
Mai perdere la nostra fiducia, perseverare anche se non vedessimo mai il risultato, il Signore esaudisce sempre.

Proseguendo negli anni non lasciamoci incurvare, proseguiamo diritte e semplici, semplici, semplici.
La via della Pia Discepola è una via di semplicità, caratteristica che piace agli occhi di Dio e degli uomini.
Bisogna che guardiamo sempre a quanto indicano le nostre Costituzioni, le quali si può dire son fatte già secondo lo spirito di Rinnovamento ... [...]

Noi non abbiamo mortificazioni speciali, il Primo Maestro l’unica che vuole che pratichiamo è il silenzio e ha ripetutamente affermato che da questo silenzio verranno tante benedizioni, per noi, per tutta la Congregazione, per la Famiglia Paolina, per le vocazioni, e in modo speciale grandi grazie per i Sacerdoti.

A volte si dice: non ci sono più vocazioni, ma questo da che cosa proviene? Forse perché manca qualche grazia, quella grazia che sarebbe unita al nostro silenzio. Se noi lo
osserviamo bene, il Signore darà le sue grazie malgrado i tempi cattivi, le circostanze difficili, malgrado tutte le negligenze da parte dei soggetti.
Il Silenzio è la prima penitenza che dobbiamo praticare.

C’è poi la “ Fedeltà agli atti comuni” Quante volte costa, ma quanti meriti! Una delle cause per cui viene meno la disciplina, è perché ognuna è meno fedele agli atti comuni possibili, e anziché spronarci a vicenda, a vicenda si rallenta. [...]
Chiediamo alla Madonna la grazia di essere umili e sapienti! L’umiltà ci fa stare al nostro posto, la Sapienza ci fa trovare il modo per essere sempre pronte, sempre esatte in tutte le cose.
E’ possibile che certune devono sempre arrivare tardi, e dappertutto? Ci sono i casi particolari, vere necessità, ma bisogna abituarsi a essere sollecite per quanto dipende dalla
volontà, affinché si arrivi a tempo.

Questo modo di operare oltre che un atto di disciplina, è un atto di carità verso le sorelle, che diversamente devono attendere più a lungo. Avere e consigliare motivi soprannaturali per guidare all’osservanza, alla virtù, alla disciplina, al sacrificio. Certe cose costa lasciarle, superarle, ma se si hanno motivi soprannaturali, di apostolato, allora  diventa più facile, perché si sa di mortificarsi per fare del bene alle anime.
Fra le belle intenzioni ricordare sempre: le vocazioni!»

 

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Kurzmeldung

Santità nella vita ordinaria
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 La santità consiste nel fare bene non le cose rare, ma bene, senza vanità, senza tiepidezze, per amor di Dio, il proprio dovere.
Diffidare di noi e confidare in Dio. Umiltà e fiducia formano la santità dell'anima. Il Signore vi vuol dare, dare, dare! Accogliete, ma ricordate che egli non può rinunziare a questo: che tutto sia fatto solamente per la sua gloria.
Il Padre Celeste è molto, molto più buono dei padri terreni, egli vi darà lo spirito suo, vi darà la santità che desiderate se la chiedete con fiducia. Le altre cose ve le darà in quanto giovano alla sua gloria ed al vostro bene.
La preghiera deve nascere da questo: sentire il bisogno di Dio per unirci di più a lui, per perfezionarsi, per combattere bene, per conquistare ogni giorno un pochettino di quello che è la santità e cioè l'amor di Dio e l'amore alle sorelle, l'amore al prossimo che sono i due comandamenti che, adempiti bene, costituiscono la santità.
Maestro Divino, «doce nos»: insegnaci la sapienza dei santi che procede dallo Spirito Santo e conduce alla santità.
- Dalla predicazione del Beato Giacomo Alberione alle Pie Discepole del Divin Maestro -

Santità nella vita ordinaria

Madre Scolastica scrivendo alle sorelle non tralasciava mai un pensiero, un invito al cammino di santità. Erano consigli che scaturivano dal libro della sua vita, proponeva di percorrere una strada da lei percorsa, sempre pronta a tendere la mano per camminare insieme.

Vai avanti nella gioia e nella vita ordinaria, compiendo giorno per giorno bene i tuoi doveri senza mai negare nulla a Gesù, qui vi è tutta la santità e il compimento dei tuoi desideri e di quelli di Gesù. (1948)
    Chi vuol farsi santa ha sempre molte occasioni, ora come allora, ciascuna nel proprio campo: non sarà per tutte allo stesso modo, ma ognuna dimostra l’amore a Dio in modo sincero, con il compimento generoso e fedele del proprio dovere, senza misurare il sacrificio che la fedeltà può richiedere; anzi, proprio il sacrificio diviene fonte di gioia, perché mezzo di offerta al Signore, quale prova del nostro amore. (1968)
Non scoraggiatevi mai nella contrarietà e nelle prove, poiché queste sono le cose più utili alla nostra santificazione e queste grazie il Signore le dà solo alle anime che ama di più (1933).

Madre M. Scolastica Rivata