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Domenica della condivisione

NOTE DI LITURGIA- RIVISTA LA VITA IN CRISTO E NELLA CHIESA- 2 agosto 2026 | 18a domenica del Tempo Ordinario
La liturgia di questa domenica, attraverso uno straordinario filo rosso tessuto da alcuni imperativi – venite, ascoltate, mangiate, bevete, vivrete– evidenzia la dinamica unitaria della celebrazione: convocati gratuitamente, nutriti dalla Parola e dal Pane, introdotti nella vita che viene da Dio. La liturgia non è anzitutto ciò che facciamo, ma ciò che riceviamo: un dono offerto “senza denaro”, che precede ogni nostra risposta e la rende possibile.

Monizione iniziale: La Parola oggi intreccia tre elementi essenziali della vita: la fame dell’uomo, la sovrabbondanza gratuita di Dio e l’amore che non si lascia mai vincere da nulla. Isaia apre con l’invito sorprendente a venire, ascoltare, nutrirsi di ciò che davvero sazia senza denaro, senza comprare. San Paolo proclama che nulla potrà mai separarci dall’amore di Dio in Cristo. Nel Vangelo si compie concretamente questa promessa: la compassione di Gesù si fa pane condiviso, abbondanza che nasce da poco e diventa per tutti. È una domenica che educa lo sguardo a riconoscere che la salvezza passa spesso attraverso ciò che sembra insufficiente.

* Dalla convocazione alla condivisione: la liturgia eucaristica ci introduce nella logica del dono gratuito di Dio che precede la nostra iniziativa: siamo chiamati, convocati: questo è il significato del termine “Chiesa” nell’etimologia greca.
* La proclamazione della Parola illumina, disseta, sazia la fame di senso, di verità e di salvezza.
* La presentazione dei doni è il segno di una consegna reale: pane e vino, insieme alla vita dei fedeli, entrano nella dinamica del dono e vengono restituiti come nutrimento di comunione. Mentre il ministro prepara il calice, versa nel vino qualche goccia d’acqua e dice sottovoce: «L’acqua unita al vi- no sia segno della nostra unione con la vita divina di colui che ha voluto assumere la nostra natura umana». È il segno della nostra partecipazione a ciò che il vino sta per diventare. Il poco umano entra nella logica del dono, come i cinque pani e i due pesci consegnati a Gesù.
* Nella Preghiera del Signore – «dacci oggi il nostro pane» – e nel gesto della frazione, il pane ricevuto si rivela pane condiviso, “dato per tutti”. L’Eucaristia educa a passare dalla fame alla sazietà, dal possesso alla comunione, dalla chiusura alla condivisione.

@GENDA
Il 6 agosto, festa della Trasfigurazione del Signore, papa Leone XIV tornerà ad Assisi per l’ottavo centenario del transito di san Francesco. Nella basilica di S. Maria degli Angeli incontrerà i giovani e celebrerà l’Eucaristia.  (a cura di sr. M. Provvidenza Raimondo, pddm)

Commento: Domenica della condivisione del pane nel deserto- Matteo 14,13-21
La morte di Giovanni Battista viene decisa durante un banchetto, nella casa di Erode, come racconta Matteo poco prima del brano che abbiamo appena ascoltato (Mt 14,1-12). È il banchetto della morte, di coloro che si rifiutano di credere al Regno inaugurato da Gesù. Quando venne a sapere della morte di Giovanni, Gesù si ritirò nel deserto, seguito dalla folla affamata, così come Mosè aveva guidato il popolo di Dio fuori dall’Egitto verso la terra della libertà. Nel deserto, Gesù celebra il banchetto della vita. È facile riconoscere, nella struttura di questo racconto, i verbi che caratterizzano la preghiera eucaristica: «prese i pani, alzò gli occhi al cielo, pronunciò la benedizione, spezzò e distribuì i pani…». È quindi evidente il profondo legame che esiste tra l’Eucaristia e ogni gesto di condivisione, di solidarietà e di impegno per i diritti dei poveri.
Anche la nostra casa può diventare uno spazio di fraterna condivisione della vita e della Parola di Dio. Possiamo fare della nostra tavola un luogo quotidiano di rendimento di grazie e di comunione con Cristo e tra fratelli e sorelle. (a cura di sr. M. Penha Carpenedo, pddm)

 

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