Commento: La città di Cafarnao e tutta la Galilea al tempo di Gesù erano luoghi di rifugiati e di stranieri emarginati, per questo chiamata, non senza pregiudizio, “Galilea delle nazioni”. È in questo contesto che Gesù incontra Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, poveri pescatori. La chiamata che Gesù rivolge loro è categorica e la risposta è immediata e incondizionata. È l’inizio di una comunità di discepoli, seguaci di Gesù, chiamati ad accompagnarlo nel suo cammino itinerante e ad apprendere da lui il ministero dell’insegnamento e della guarigione. È una chiamata semplice e radicale.
Il primo passo è lasciare le reti, il secondo è imparare a vivere in comunità. L’annuncio del Regno richiede la pratica del discepolato in una comunità concreta, nell’esercizio quotidiano del servizio, della dedizione nelle piccole cose, del superamento di sé nella convivenza fraterna.
(a cura di Sr. M. Penha Carpenedo, pddm)
NOTE DI LITURGIA -RIVISTA LA VITA IN CRISTO E NELLA CHIESA 1/2026
La liturgia odierna – che dal 2020 coincide con la Domenica della Parola istituita da papa Francesco (cf. Aperuit illis) – pone al centro la predicazione di Gesù in Galilea, la chiamata alla conversione e la sequela. Quest’anno la Pasqua settimanale prevale sulla festa della conversione di san Paolo, che può essere ricordata proprio attraverso la centralità della Parola sulla quale egli ha fondato
la sua vita e la sua missione.
Per sottolineare visivamente questo aspetto, si può disporre una composizione floreale accanto all’ambone.
Monizione iniziale: In questa terza tappa del Tempo Ordinario celebriamo la Domenica della Parola di Dio. La Parola è luce che vince le tenebre e chiama alla conversione, per seguire Gesù che annuncia il Vangelo sulle vie della Galilea. San Paolo ci esorta all’unità del parlare, del pensare e del sentire: non uniformità, ma comunione che nasce dal lasciarsi illuminare e guidare dalla verità di Cristo.
Alla processione d’ingresso partecipino i lettori e il salmista, preceduti dall’incenso, due candele accese ai lati dell’Evangeliario tenuto in alto dal diacono o dal presbitero. Giunti al presbiterio, il Libro si appoggi sull’altare e venga poi portato all’ambone durante il canto al Vangelo, sempre accompagnato dalle due candele.
I lettori siano ben preparati e consapevoli del servizio che svolgono per l’assemblea, il Salmo responsoriale sia cantato.
L’omelia ponga al centro la Scrittura, prima mensa che nutre la fede e apre alla mensa eucaristica.
Si suggerisce la preghiera eucaristica II con il suo prefazio e il formulario V per la benedizione solenne nel Tempo Ordinario (cf. Missale Romano p. 464).
Al termine della celebrazione si può consegnare il Vangelo di Matteo (che accompagnerà quest’anno liturgico) ai bambini del catechismo, ai cresimandi, ai fidanzati che si preparano al matrimonio, o alle famiglie che si preparano al battesimo dei figli.
@GENDA:
6a Domenica della Parola: si ricordino ai fedeli le eventuali iniziative parrocchiali di lectio divina o approfondimento biblico.
73a Giornata per i malati di lebbra: malattia emblema dell’esclusione sociale. Sul sito di AIFO, si possono trovare informazioni per dare un contributo a chi si impegna nella prevenzione e nella cura.
( a cura di Sr. M. Provvidenza Raimondo, pddm)