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Aqua viva

Domenica dell’incontro di Gesù con la Samaritana- Giovanni 4,5-15.19b-26.39a.40-42 
Il pozzo di Giacobbe porta in sé la storia dei patriarchi e delle loro lotte per la sopravvivenza nel deserto. È un luogo classico di incontro tra innamorati. Fu presso questo pozzo che il servo di Abramo incontrò Rebecca, la sposa di Isacco (Gen 24,13); fu presso questo pozzo che Mosè incontrò la figlia di Ietro, Sefora, con la quale si sposò (Es 2,16). È presso questo pozzo che Gesù, stanco per il viaggio, incontra una donna samaritana. Vedendola con la sua anfora, Gesù le chiede: «Dammi da bere». Questa povertà condivisa provoca un dialogo fatto di offerta e di rifiuto, finché la donna si arrende: «Signore, dammi quest’acqua» (Gv 4,15).

Gesù conduce la donna a entrare nella propria storia, a fare una lettura di sé stessa e a riconoscere in lui il Messia atteso: «Sono io che parlo con te». Più che di acqua, la sete era di incontro. Infatti Gesù non beve l’acqua e la donna dimentica perfino la sua anfora (Gv 4,28-29). Da questo incontro nasce una donna libera, discepola e missionaria. Tutto culmina nella professione di fede: «Noi crediamo e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo».
A cura di Sr. M. Penha Carpenedo, pddm

NOTE DI LITURGIA – RIVISTA LA VITA IN CRISTO E NELLA CHIESA 

La terza, la quarta e la quinta domenica di Quaresima dell’anno “A” accompagnano la comunità verso la Veglia pasquale, introducendo progressivamente ai suoi grandi segni: l’acqua, la luce e la vita nuova della risurrezione.
In questa domenica emerge il segno dell’acqua, che richiama la sete dell’uomo e il desiderio di Dio di incontrare l’umanità: luogo di alleanza, di ascolto e di rinascita.
Questa esperienza prepara alla liturgia battesimale della Veglia pasquale, che il Messale propone sia nella forma con la celebrazione dei battesimi sia in quella senza.

Monizione iniziale: Oggi la Parola ci invita a riconoscere. la nostra sete e a lasciarci rinnovare dalla sorgente che Dio apre nel cuore umano. È un invito battesimale: torniamo all’acqua viva che ci ha rigenerati e ascoltiamo la voce del Signore senza indurire il cuore. Entriamo nella celebrazione chiedendo che si rafforzi in noi il desiderio di Dio e la disponibilità a lasciarci trasformare.

 Nell’aula liturgica, si dia rilievo al fonte battesimale disponendo una composizione realizzata con rami verdi e secchi, per ricordare che nel battesimo, sepolto il peccato nella morte di Cristo, siamo rinati a vita nuova.

 Si sostituisca l’atto penitenziale con il rito della benedizione dell’acqua e dell’aspersione e si usi la formula battesimale del Credo. Se per l’aspersione si utilizza un catino, al termine può essere collocato nei pressi del presbiterio come segno della sete che diventa incontro e del dono che, accolto, si fa sorgente che genera vita.

 È preferibile proclamare il Vangelo nella sua forma completa, anche se il Lezionario propone come alternativa la forma breve.

 Nelle comunità in cui sono presenti catecumeni, dopo l’omelia si celebra il primo scrutinio, segno del cammino di conversione e di purificazione che tutta la Chiesa è chiamata a condividere.

Preghiera dei fedeli: Nelle intenzioni si richiami la sete di senso che abita ogni persona, il desiderio di una fede meno “indurita” e più accogliente. Si inserisca anche una preghiera per le donne.

 I testi eucologici propri di questa domenica si trovano alle pp. 91-92 del Messale Romano con il prefazio della Samaritana.

@GENDA
Fissare un incontro, nella settimana, per approfondire la liturgia battesimale della Veglia pasquale e prepararsi a viverla con maggiore consapevolezza e frutto.
L’8 marzo ricorre la Giornata internazionale della donna. In continuità con il Vangelo di questa domenica, si può ricordare come l’incontro con Cristo restituisca dignità, voce e vita nuova. Se possibile, si favorisca un gesto di solidarietà verso associazioni impegnate a tutela delle donne.

A cura di sr M. Provvidenza Raimondo, pddm

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