Epifania del Signore: Matteo 2,1-12
Erode, chiamato il Grande, straniero, re della Giudea, nominato e protetto dal senato romano, è visto dalla popolazione come un re illegittimo. Gesù nasce nella città di Davide, come discendente di Davide, potenziale successore legittimo. Per Erode è un rivale pericoloso. Alcuni magi orientali accorrono a rendere omaggio al presunto erede, trattandolo con il titolo di Re dei Giudei. L’astuzia di Erode è vinta dal miracolo della stella e dalla fedeltà dei visitatori. I magi portano il tributo dei pagani al Re bambino e ritornano per un’altra strada.
Il testo di Matteo, 2, 1-12, indica anche un itinerario della fede: la ricerca dei segni di Dio e il lasciarsi guidare da essi; l’esperienza di fede che trasfigura le inquietudini in grande gioia; l’adorazione e il riconoscimento del Dio della vita, caratterizzati dall’apertura dei tesori dei magi; infine, la trasformazione dell’esistenza quotidiana, segnalata dal ritorno dei magi per un’altra strada.
Nella nostra preghiera possa risuonare la stessa gioia che colmò i Magi nel rivedere la stella. Oggi, per noi, essa si fa segno nella Parola che ascoltiamo e accogliamo: una luce che ci conduce fino a Lui e ci apre a nuovi cammini.
Sr. Maria da Penha Carpanedo, pddm

