Domenica della Trasfigurazione – Vangelo secondo Matteo 17,1-9
Il racconto di questa domenica inizia mettendo in evidenza l’iniziativa di Gesù: salire su un’alta montagna con tre dei suoi discepoli. Lo scenario evocato da Matteo richiama l’alleanza sul Libro dell’Esodo, sul Sinai (Es 24,1-18). Sulla montagna Dio si rivela a Mosè nella tenda del convegno (Es 33). Gesù, il Figlio obbediente nell’ascolto delle Scritture, è la nuova Shekinah, la tenda della presenza di Dio.
I discepoli furono presi da grande timore e caddero con il volto a terra, perché prendono coscienza di ciò che significa ascoltare la voce del Figlio Amato. La gloria di Dio non nasconde la sua condizione di Servo, ed è dall’interno di questa esperienza di servo che egli si illumina.
La fede è un cammino di sequela e di identificazione con Gesù: imparare da lui, essere figli e figlie nel Figlio, ascoltando e seguendo i suoi passi. Il corpo è il soggetto dell’esperienza spirituale. Ecco perché la liturgia è il luogo in cui ascoltare la voce del Figlio e sentire la sua presenza nei segni sensibili attraverso i quali accediamo al Mistero.
Infatti, nella Trasfigurazione non siamo di fronte a esperienze mistiche riservate a pochi eletti, ma all’esperienza di fede del credente che, ascoltando la Parola, vede il volto di Cristo, sente la sua presenza e gusta il nutrimento che egli offre.
A cura di Sr. M. Penha Carpenedo, pddm
NOTE DI LITURGIA – RIVISTA LA VITA IN CRISTO E NELLA CHIESA
Nella seconda tappa del cammino quaresimale, la liturgia ci introduce in un nuovo scenario: lasciato il deserto delle tentazioni, siamo invitati a salire sul monte della Trasfigurazione. Qui ci è donata, in anticipo, la contemplazione della gloria del Figlio, luce che attraversa ogni paura e indica la meta di questo tempo di grazia: la risurrezione del Signore. Mentre Gesù annuncia la Passione, nel suo volto luminoso intravediamo una scintilla pasquale che accompagna il nostro cammino di conversione.
Monizione iniziale: Nel cuore umano è inciso l’invito di Dio: «Cercate il mio volto». Solo nel suo volto la creatura ritrova se stessa, la propria dignità e la vita piena. In questa domenica si intrecciano due inviti all’ascolto: il grido dell’uomo che supplica «Ascolta, Signore, la mia voce, non nascondermi il tuo volto» e la voce del Padre che, manifestando il volto del Figlio amato, ci esorta: «Ascoltatelo». Accogliamo questo invito e lasciamoci guidare dalla sua luce verso la Pasqua. La Trasfigurazione non è spettacolo, ma promessa sulla nostra identità. Nella celebrazione eucaristica, i gesti che compiamo plasmano la nostra interiorità e orientano la vita.
Cammino e luce: Alla processione d’ingresso si può portare un’icona della Trasfigurazione o del Volto di Cristo, accompagnata da due lampade. L’icona viene collocata presso l’ambone, sopra un supporto ornato con un drappo bianco o dorato; ai lati si sistemano le lampade.
Voce e ascolto: La rivelazione sul monte è centrata sulla voce del Padre: «Ascoltatelo». Questa voce risuona nelle letture proclamate, nella Preghiera eucaristica e nel silenzio liturgico, che permette di accogliere la Parola.
L’ascolto liturgico è attivo: accoglie, discerne, orienta e diventa così cammino di trasfigurazione per la comunità.
Presentazione dei doni: Il pane e il vino, frutto della terra e del lavoro umano, vengono trasformati nella consacrazione e diventano cibo e bevanda di salvezza.
Anche noi, per la grazia dei sacramenti, siamo trasformati e ritroviamo nel volto luminoso di Cristo il nostro volto di figli.
La processione offertoriale, vissuta con sobrietà e consapevolezza, esprime l’offerta della vita di tutta la comunità.
Prefazio: La seconda domenica di Quaresima ha un prefazio proprio (cf. Messale Romano, pp. 83-84), che presenta la Trasfigurazione come preparazione al mistero della croce.
@GENDA
Le prossime tre domeniche di Quaresima sono molto importanti per il cammino dei catecumeni e per rinnovare in tutti i battezzati la consapevolezza del dono ricevuto. È opportuno proporre un incontro di formazione per l’intera comunità.
A cura di sr M. Provvidenza Raimondo, pddm