In questa VI domenica del tempo pasquale continuiamo ad ascoltare le conversazioni di Gesù con i suoi discepoli durante l’Ultima Cena, nel cosiddetto discorso di addio [Giovanni 13–17]. Conversare è un’attività umana fondamentale. È un movimento di uscire da sé e rivolgersi all’altra persona, per ascoltare, comprendere, consolare. In questa conversazione Gesù parla perché ascolta profondamente ciò che accade nel cuore dei discepoli alla vigilia della sua passione. E promette di rimanere nei loro cuori mediante lo Spirito, che sosterrà la comunità nella fede in Gesù e nella fede di Gesù, che implica osservare i comandamenti (cf. Gv 14,15). L’amore è una condizione affinché lo Spirito venga a stabilire la sua dimora in noi. Allo stesso tempo, l’amore è opera dello Spirito.
(a cura di Sr. M. Penha Carpenedo, pddm)
NOTE DI LITURGIA- RIVISTA LA VITA IN CRISTO E NELLA CHIESA- 10 maggio 2026
La liturgia odierna mette in luce la dinamica vitale della fede pasquale. L’amore vissuto secondo il Vangelo apre all’esperienza di una presenza che non abbandona; lo Spirito Santo rende visibile questa vita nuova nella gioia e nella crescita della comunità. La Pasqua si rivela così come vita che si trasmette e come testimonianza responsabile e credibile nel mondo.
Monizione iniziale: Nel tempo pasquale Gesù ci rivolge una promessa che sostiene la fede e la vita dei credenti: «Non vi lascerò orfani». Il Signore ci assicura che non siamo mai soli: il Padre dona lo Spirito Paraclito, presenza che rimane con noi, e il Figlio continua a farsi vicino nell’Eucaristia. L’amore per Lui si esprime nell’accoglienza dei suoi comandamenti e apre alla comunione profonda «io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi». In questa Eucaristia celebriamo la presenza del Risorto che dona lo Spirito, rende la Chiesa capace di gioia e ci prepara a testimoniare, con mitezza e fiducia, la speranza che abita i nostri cuori.
La narrazione degli Atti degli Apostoli (8,5-8.14-17) ricorda che lo Spirito è donato nella preghiera della Chiesa e attraverso l’imposizione delle mani. Questo può offrire l’occasione di valorizzare la seconda epiclesi della Preghiera eucaristica, quando il sacerdote invoca lo Spirito su tutti coloro che partecipano alla mensa del Corpo e del Sangue di Cristo affinché diventino un solo corpo, un’offerta viva e gradita al Padre. Concretamente: si curi un clima di raccoglimento durante l’intera Preghiera eucaristica; al momento dell’epiclesi il sacerdote valorizzi con calma il gesto dell’imposizione delle mani; un breve silenzio dopo l’epiclesi può aiutare l’assemblea a interiorizzare l’invocazione dello Spirito.
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In Italia ricorre oggi la festa della mamma: occasione per esprimere gratitudine a tutte le mamme, per pregare per quelle defunte e per ricordare che ogni credente è affidato alla maternità spirituale di Maria.
Il cammino di queste settimane orienta la comunità verso l’attesa dello Spirito Santo. Venerdì 15 maggio inizia la novena di Pentecoste, tempo favorevole di formazione e di preghiera, attraverso l’ascolto della Parola e la meditazione sui doni e sui frutti dello Spirito. È un’opportunità per prepararsi a riceverne il dono, rinnovando la fede e l’impegno cristiano. (a cura di Sr. M. Provvidenza Raimondo, pddm)

