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In Memoria di Me

Come abbiamo ascoltato nel Vangelo di S. Giovanni (6,51-58), mangiare la carne del Figlio dell’Uomo e bere il suo sangue significa stabilire un’intima unione con la persona di Gesù, con il suo modo di vivere e anche con il suo destino. Il grande appello è che diventiamo Eucaristia gli uni per gli altri, adottando uno stile di vita fatto di gesti concreti di cura, protezione e solidarietà, nella gratuità dell’amore.
Ritornando al memoriale della consegna di Gesù nell’Ultima Cena, come anticipazione della croce, possiamo portare alla nostra memoria e alla nostra preghiera il Corpo di Cristo nei corpi delle bambine, dei bambini e dei giovani assassinati, nei corpi delle donne vittime della violenza domestica, nei corpi di interi popoli decimati dalla guerra. E rendiamo grazie per le tante persone che consacrano la propria vita alle grandi cause dell’umanità.
(a cura di sr. M. Penha Carpenedo, pddm)

NOTE DI LITURGIA- RIVISTA LA VITA IN CRISTO E NELLA CHIESA- 7 GIUGNO 2026 | Corpo e Sangue del Signore

La solennità del Corpo e Sangue di Cristo ci riporta al cuore della fede. Celebriamo il Signore vivente che rimane in mezzo al suo popolo. Nel segno umile del pane spezzato e del vino condiviso, Cristo si consegna ancora, rendendo attuale il suo sacrificio pasquale e radunando la Chiesa come corpo vivo. L’Eucaristia è memoria che rende presente ciò che celebra. È nutrimento che sostiene il cammino, vincolo di unità, sorgente della carità.

Monizione iniziale: Oggi la Chiesa canta il suo stupore per il dono del Corpo e del Sangue del Signore e si prostra in adorazione. Gesù, Pane vivo disceso dal cielo, rimane con noi, è presenza reale, umile e ardente. Sotto i segni del pane spezzato e del vino versato si rinnova la Pasqua: il sacrificio dell’amore diventa nutrimento e comunione.
Cristo, Agnello immolato si fa cibo per il suo popolo in cammino. In questo sacramento si custodisce la memoria della croce, si accende la speranza della gloria, si costruisce l’unità della Chiesa. Da Lui radunati, lasciamoci nutrire, affinché diventiamo ciò che riceviamo: corpo donato per la vita del mondo.

 Poiché oggi contempliamo il Mistero eucaristico, la celebrazione renda visibile la forza dei segni. L’Ordinamento Generale del Messale Romano ricorda: i fedeli ricevano il Corpo del Signore con ostie consacrate nella stessa Messa e, nei casi previsti, partecipino anche al calice: la Comunione sotto le due specie manifesta meglio la partecipazione al sacrificio (cf. n. 85). La natura del segno esige che il pane eucaristico appaia realmente come cibo condiviso: la frazione manifesta l’unità nell’unico Pane. Le ostie piccole non sono escluse, quando ragioni pastorali lo richiedano (cf. n. 321).
Ne deriva qualche attenzione concreta:
• consacrare ostie grandi per evidenziare la frazione del pane;
• preparare con cura la Comunione sotto le due specie, coinvolgendo accoliti e ministri straordinari se necessario;
• alla processione dei doni portare solo pane e vino, mettendo in rilievo i segni propriamente eucaristici;
• valorizzare la Sequenza Ecce panis angelorum, possibilmente in canto.

 La processione del Corpus Domini prolunga la Messa: il popolo cammina con il suo Signore, proclamando la fede in Lui, vero “Dio-con-noi”. Si svolga con la dovuta solennità – incenso, Libro dei Vangeli, croce, candelieri – e si concluda con la benedizione eucaristica.

@GENDA

 Venerdì 12 giugno è la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e Giornata di santificazione sacerdotale; sabato 13 giugno è la memoria del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria.  (a cura di Sr. M. Provvidenza Raimondo, pddm)

 

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