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Tentazione

Domenica della tentazione di Gesù nel deserto –  (Vangelo secondo Matteo 4,1-11)

Come il popolo di Israele che, uscendo dall’Egitto e guidato da Mosè, viene messo alla prova per 40 anni, così Gesù, guidato dallo Spirito, affronta le tentazioni nel deserto per 40 giorni. Tuttavia, a differenza del popolo, che tante volte cedette alle mormorazioni e persino agli idoli, Gesù supera tutte le prove.
Sono tre tentazioni, in tre luoghi diversi, che indicano sinteticamente il suo cammino: il deserto, Gerusalemme e l’alto monte. Gesù non assolutizza il proprio bisogno (prima tentazione); non cede al desiderio di grandezza e preferisce rimanere nel limite del quotidiano (seconda tentazione); non impone la sua messianicità con segni straordinari per essere accettato, ma accoglie la normalità della condizione umana (terza tentazione).
Gesù vince il Divisore ricorrendo alla Parola che esce dalla bocca di Dio. Gesù abita il proprio cuore, nel quale solo Dio regna. Soltanto chi vince il potere del diavolo (divisore) dentro di sé può scacciare il demonio negli altri esseri umani.
La sequela di Gesù è un cammino che si fonda sull’ascolto e sull’obbedienza alla Parola, così che la comunità riunita attorno ad essa diventi immagine di Gesù vincitore del male.  (a cura di Sr. M. Penha Carpenedo, pddm)

NOTE DI LITURGIA- RIVISTA LA VITA IN CRISTO E NELLA CHIESA 1/2026

La Quaresima è «il momento favorevole» per compiere un cammino di conversione e rinnovare la nostra alleanza con Dio. Un tempo di quaranta giorni, che richiama quelli vissuti da Gesù nel deserto, dove – guidato dallo Spirito, in un clima di silenzio, preghiera e digiuno – ha affrontato le tentazioni del maligno e si è preparato alla sua missione. Le domeniche del ciclo “A” propongono un itinerario fortemente battesimale che, mentre accompagna i catecumeni nell’ultima tappa verso la notte di Pasqua in cui riceveranno i sacramenti dell’iniziazione cristiana, aiuta tutti noi a ravvivare la grazia del battesimo ricevuto.

Monizione iniziale: Nella prima tappa dell’itinerario quaresimale siamo invitati a entrare nel deserto del cuore, per riscoprire l’essenziale e rinnovare la fiducia nel Signore.
Egli ci accompagna nel cammino di conversione e ci dona la grazia di superare la prova, alimentando la speranza e facendoci gustare la libertà dei figli di Dio.
Apriamo il cuore alla sua Parola e lasciamoci guidare dallo Spirito, affinché questo tempo ci conduca a una vita rinnovata nella luce di Pasqua.

Una nota di sobrietà caratterizza anche la liturgia. Pur nell’austerità di alcuni segni, è bene comunque curare una semplice bellezza:

– Dal Mercoledì delle Ceneri si usano i paramenti di colore viola, fatta eccezione per le solennità che ricorrono in questo tempo.
– Il canto dell’Alleluia è sostituito dall’acclamazione Lode a te o Cristo o simili che si possono eseguire in canto.
– Nelle domeniche si omette anche il Gloria.
– L’aula liturgica non si adorna con fiori, ma si possono creare composizioni semplici con elementi naturali: rami, arbusti, foglie verdi o secche; si possono integrare anche pietre, sabbia e stoffe grezze, come la juta. Disposti con arte, questi materiali non devono dar luogo a scenografie allegoriche, ma diventare segni discreti ed eloquenti della fragilità umana visitata dalla misericordia di Dio.

Il cammino quaresimale dei catecumeni: dove sono presenti, in questa domenica si celebra il rito dell’elezione, durante il quale i catecumeni vengono iscritti nel libro degli “eletti”. Anche nelle comunità che non ne hanno, è bene ricordarli nella preghiera dei fedeli, insieme a quanti si preparano ai sacramenti dell’iniziazione cristiana.

@GENDA
Si ricordino ai fedeli gli orari delle celebrazioni penitenziali, delle confessioni e della Via Crucis.

                                                                                                                                        (A cura di sr M. Provvidenza Raimondo, pddm)

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