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Osanna!

Memoria dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme (Matteo 21,1-11)

L’ingresso di Gesù a Gerusalemme è un’immagine della sua passione. La stessa folla (vv. 9.11) che lo acclama con gesti di riverenza, con invocazioni liturgiche e con grida di riconoscimento, chiederà la sua morte [cfr. Mt 26,21-24]. La vittoria di Gesù racchiude il fallimento, ma è proprio nel fallimento che si trova la sua vera vittoria. Per Martín Buber, filosofo e scrittore ebreo, parlando dei profeti, le realtà più significative si realizzano più nella profondità del fallimento che nella superficialità del successo. Il successo è effimero, passeggero; invece, nel fallimento la nostra coscienza resta segnata per sempre. Chi si ricorda di coloro che hanno ucciso i profeti e Cristo?

La partecipazione attiva dei discepoli indica il profondo intreccio tra il discepolato e la missione di pace del Signore, il cui prezzo è il dono della vita.    (a cura di Sr. M. Penha Carpenedo, pddm)

NOTE DI LITURGIA- RIVISTA LA VITA IN CRISTO E NELLA CHIESA

La domenica delle Palme introduce la Chiesa nella Settimana Santa. Gesù, re umile e mite, entra in Gerusalemme accolto dall’«Osanna» della folla; pochi giorni dopo sarà ingiustamente condannato a morte. La liturgia di oggi tiene insieme due poli: la gioia dell’accoglienza e il dolore della passione.

La celebrazione è strutturata in due momenti distinti e complementari: la commemorazione dell’ingresso del Signore in Gerusalemme, con la processione o l’ingresso solenne e la celebrazione eucaristica, nella quale viene proclamata la passione del Signore.

  • Si preparino per tempo i rami per la processione e l’acqua benedetta; si indichi il luogo in cui ci si radunerà. Anche l’aula liturgica sarà ornata con palme e rami d’ulivo.
  • Le vesti liturgiche sono di colore rosso. Il sacerdote può utilizzare il piviale che deporrà al termine della processione per indossare la casula.
  • Quando ministri e popolo sono radunati, si inviti l’assemblea a un momento di silenzio. Si introduca il rito con la seguente monizione: «Oggi con rami di ulivo, accompagniamo Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme: un gesto semplice, ma carico di decisione e di fiducia. Camminare insieme rende visibile il nostro impegno di seguire Cristo non come folla anonima, ma come comunità che sceglie il Vangelo».
  • Si ordini la processione secondo le indicazioni del Messale: prima l’incenso, poi l’accolito o un altro ministro con la croce, in mezzo a due ministri con le candele accese. Segue il diacono o il sacerdote con l’Evangeliario, e tutti i fedeli con i rami in mano.
  • Si curi con particolare attenzione la proclamazione della passione: le diverse parti siano affidate in anticipo ai lettori, riservando la parte di Gesù al celebrante. Prima della proclamazione si diano ai fedeli le indicazioni necessarie per favorire un ascolto raccolto, segnalando la possibilità di ascoltare seduti, i momenti in cui genuflettere e i tempi di silenzio.
  • L’omelia sia breve, centrata sul mistero dell’amore di Dio, così grande da consegnare se stesso nella persona del Figlio, affinché nessuno si senta escluso dalla misericordia che perdona e rigenera.

@GENDA

Si prepari un foglietto con gli orari delle celebrazioni della Settimana Santa: la Messa del Crisma, presieduta dal vescovo con i presbiteri della diocesi; la Messa nella Cena del Signore e l’adorazione all’altare della reposizione; la Liturgia della Passione del Signore e la Via Crucis; per il Sabato santo si invitino i fedeli a partecipare alla Liturgia delle Ore e, dove è prevista, all’Ora della Madre. Si diano le indicazioni per la Veglia pasquale, le Messe della domenica di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo.

Il Venerdì santo è la giornata della colletta per le opere della Terra santa.   (a cura di Sr. M. Provvidenza Raimondo, pddm)

 

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