Commento: Il venerdì della Passione rivela la vera natura del mondo, che ha preferito e continua a preferire le tenebre alla luce, il peccato al bene, la morte alla vita, poiché il male esercita ancora la sua forza sulla nostra umanità. Condannando Cristo alla morte, “questo mondo” ha condannato se stesso alla morte. Questo è il primo significato del Venerdì Santo.
Allo stesso tempo, il mistero di questo giorno assume la dimensione di azione di grazie per la fedeltà del Figlio, obbediente al Padre. La morte di Cristo ci è rivelata come una morte per la nostra salvezza. Egli vuole assumere e condividere la nostra condizione umana fino in fondo, eccetto il peccato, perché in Gesù Cristo non c’è peccato e, dunque, non c’è morte. È solo per amore verso di noi che Egli accetta di morire.
La sua morte è quindi la rivelazione suprema della sua compassione e del suo amore. In questo giorno celebriamo l’Amore più grande, che si manifesterà vittorioso all’alba della Risurrezione. Facendo memoria della beata Passione del Signore, la Chiesa celebra anche la propria nascita dal fianco di Cristo sulla croce (cfr. Paschalis Sollemnitatis, 58).
(a cura di Sr. M. Penha Carpenedo, pddm)