Domenica dei vignaioli malvagi (Matteo 21, 33-34)
La risposta che gli interlocutori di Gesù danno alla sua domanda è una sentenza contro loro stessi. La vigna aveva tutte le condizioni per dare frutto, ma i vignaioli, oltre a non produrre frutti, agirono in modo perverso contro i messaggeri del proprietario della vigna.
È un chiaro riferimento ai grandi momenti della storia della salvezza: la creazione del mondo, la missione dei profeti e la venuta del Figlio di Dio, che fu ucciso fuori dalle mura di Gerusalemme, come il figlio della parabola fu ucciso fuori dalla vigna.
L’accento è posto sulla cacciata dei vignaioli e sulla consegna della vigna ad altri lavoratori. La parabola appare, dunque, come una proclamazione dell’universalità del Regno e, allo stesso tempo, come un avvertimento affinché nessuno se ne appropri. Il Regno non può essere proprietà di nessuno.
Possiamo pensare anche alla vocazione alla cura del creato che Dio ci ha affidato quando ha creato il mondo e lo ha posto sotto la nostra responsabilità. La Laudato si’ di papa Francesco richiama l’attenzione sulla devastazione ambientale e sull’appropriazione indebita dei beni della creazione, con conseguenze dannose per l’umanità.
Preghiamo insieme alle persone di tutto il pianeta, in questo giorno che conclude il tempo di preghiera per la cura del creato.
(a cura di sr. M. Penha Carpenedo, pddm).

